Ciao, grazie di essere qui con noi per un nuovo numero di Chessidice nel mondo dei media!
Claude, il modello AI di Anthropic ha raggiunto gli 11,3 milioni di utenti attivi giornalieri nella sua app mobile all'inizio di marzo. Erano circa 4 milioni a gennaio: +183% in soli due mesi.
L'attacco frontale del governo Usa, dopo il rifiuto di Anthropic di rimuovere i paletti etici dai modelli usati dai militari, ha agito come il miglior marketing possibile. Claude era famosissimo tra gli sviluppatori e tra chi lavora con i testi, molto meno noto al grande pubblico rispetto a ChatGPT o Gemini.
I pappagalli hanno una personalità
Quanto accaduto, però, non ha semplicemente portato visibilità a un'alternativa qualsiasi. Ha acceso l'attenzione su un concetto fondamentale: utilizzi estremi e critici a parte, un modello AI non vale un altro, perché chi l'ha prodotto gli ha dato un'impronta che si riflette in quello che fa.
Un paper accademico del 2021 ha definito i large language models «pappagalli stocastici»: generano testi statisticamente plausibili, ma non pensano e non comprendono il mondo. Hanno però un insieme coerente di tratti, stili e modi di reagire. Non si comportano tutti allo stesso modo, anche se gli chiedi la stessa cosa.
Una questione filosofica
Questo dipende da diversi fattori. Il primo riguarda la filosofia dell'addestramento. Ogni azienda (Google, OpenAI, Anthropic, Meta) ha un'idea diversa di come un'AI debba interagire con il mondo. Questo crea dei «caratteri» aziendali:
- GPT4 (OpenAI): tende a essere molto efficiente, diretto, a volte un po' didascalico.
- Claude (Anthropic): è spesso percepito come più colto, cauto, quasi filosofico.
- Gemini (Google): cerca di essere più colloquiale, creativo e integrato con il mondo reale (c'è tutto l'ecosistema Google, mica poco).
- Llama (Meta): essendo aperto, il suo carattere dipende da chi lo addestra, ma di base è asciutto e tecnico.
Leggere forma il carattere
C'è poi il secondo fattore: il sapore dei dati di addestramento. Immagina due persone che hanno letto biblioteche diverse. Se un modello è stato addestrato su più testi scientifici e un altro su più forum di discussione liberi, il loro modo di costruire le frasi sarà diverso.
Una carezza o un pugno
Infine, il cosiddetto allineamento. Tecnicamente si chiama Reinforcement learning from human feedback (apprendimento per rinforzo da feedback umano). L'addestramento iniziale di un'AI è come far leggere a uno studente un'intera biblioteca per imparare a parlare, poi però un maestro umano gli siede accanto per insegnargli le buone maniere, l'etica e come rispondere in modo utile.
Anche l'utente finale, poi, ha il suo ruolo: cambiando le istruzioni con cui chiede qualcosa («sii più estroverso», «sii più emotivo»), riesce a far variare il modello lungo vari livelli di ciascun tratto.
L'ardua sentenza
Ma alla fine quale scegliere? Dipende e poi dipende ancora. C’è ormai una quantità notevole di benchmark e studi comparativi che cercano di dire «quale modello è migliore per cosa», ma le risposte dipendono molto dal tipo di compito e dal metodo di valutazione.
Semplificando molto, review recenti dicono che ChatGPT è versatile per «rispondere a tutto» e brainstorming veloce, Claude ottimo per scrittura ed editing lunghi, analisi di documenti, Gemini importante nelle questioni che implicano approfondimenti con ricerca web e comodo se vuoi sfruttare l'integrazione con Google Docs, Drive, Gmail.
Ma alla fine conta come risponde a te sulle tue cose.
Il metodo pratico
Come trovare il modello giusto? Puoi usare il test di una settimana: scegli un compito e testa per una settimana due chatbot in parallelo. Quello vincente ha non solo le capacità ma anche la personalità adatta a te.
Ma al lavoro tutto cambia
Altro discorso è quando l'uso non è personale. Per le redazioni, per esempio, i criteri di scelta a livello internazionale finora sono stati molto diversi (in Italia per la maggior parte delle realtà siamo ancora alla fase di test). Le survey indicano GPT/ChatGPT e derivati come primo modello per diffusione, molti sperimentano Gemini, una minoranza più avanzata integra Claude.
Ma la tendenza per chi può permettersi di investire o avere specialisti interni è di dotarsi di soluzioni proprietarie che sotto il cofano hanno modelli più leggeri o open delle varie famiglie, compreso Llama di Meta. Il tema principale, in questo caso, oltre all'affidabilità è il controllo su copyright e privacy dei dati.
Alla fine, scegliere un modello AI è come scegliere un interlocutore: conta di chi è figlio, la sua personalità e soprattutto se ci si fida o meno.
***
Mi piacerebbe avere il tuo feedback su questo: quali strumenti AI usi e perché. Ci sarà molto utile.
Infine, sotto trovi gli articoli degli ultimi sette giorni, ti segnalo un avvenimento importante per l'editoria italiana: i 150 anni del Corriere della Sera e il racconto che ne ha fatto Claudio Plazzotta. Poi la strategia di Springer sul Telegraph spiegata da Marco Capisani e una nuova posizione nel settore dei media in Europa che si è guadagnata Mfe.
Alla prossima
|