Storie, retroscena e tendenze: dall’editoria agli influencer
Visualizza nel browser 12.03.2026
Italia Oggi

Chessidice nel mondo dei media

Storie, retroscena e tendenze: dall’editoria agli influencer
IO Weekly
 

Tutti geni, questi modelli AI. Ma c'è quello giusto per te

Andrea Secchi, Caposervizio

Andrea Secchi

Ciao, grazie di essere qui con noi per un nuovo numero di Chessidice nel mondo dei media!

Claude, il modello AI di Anthropic ha raggiunto gli 11,3 milioni di utenti attivi giornalieri nella sua app mobile all'inizio di marzo. Erano circa 4 milioni a gennaio: +183% in soli due mesi.

L'attacco frontale del governo Usa, dopo il rifiuto di Anthropic di rimuovere i paletti etici dai modelli usati dai militari, ha agito come il miglior marketing possibile. Claude era famosissimo tra gli sviluppatori e tra chi lavora con i testi, molto meno noto al grande pubblico rispetto a ChatGPT o Gemini.

I pappagalli hanno una personalità

Quanto accaduto, però, non ha semplicemente portato visibilità a un'alternativa qualsiasi. Ha acceso l'attenzione su un concetto fondamentale: utilizzi estremi e critici a parte, un modello AI non vale un altro, perché chi l'ha prodotto gli ha dato un'impronta che si riflette in quello che fa.

Un paper accademico del 2021 ha definito i large language models «pappagalli stocastici»: generano testi statisticamente plausibili, ma non pensano e non comprendono il mondo. Hanno però un insieme coerente di tratti, stili e modi di reagire. Non si comportano tutti allo stesso modo, anche se gli chiedi la stessa cosa.

Una questione filosofica

Questo dipende da diversi fattori. Il primo riguarda la filosofia dell'addestramento. Ogni azienda (Google, OpenAI, Anthropic, Meta) ha un'idea diversa di come un'AI debba interagire con il mondo. Questo crea dei «caratteri» aziendali:

  • GPT4 (OpenAI): tende a essere molto efficiente, diretto, a volte un po' didascalico.
  • Claude (Anthropic): è spesso percepito come più colto, cauto, quasi filosofico.
  • Gemini (Google): cerca di essere più colloquiale, creativo e integrato con il mondo reale (c'è tutto l'ecosistema Google, mica poco).
  • Llama (Meta): essendo aperto, il suo carattere dipende da chi lo addestra, ma di base è asciutto e tecnico.

Leggere forma il carattere

C'è poi il secondo fattore: il sapore dei dati di addestramento. Immagina due persone che hanno letto biblioteche diverse. Se un modello è stato addestrato su più testi scientifici e un altro su più forum di discussione liberi, il loro modo di costruire le frasi sarà diverso.

Una carezza o un pugno

Infine, il cosiddetto allineamento. Tecnicamente si chiama Reinforcement learning from human feedback (apprendimento per rinforzo da feedback umano). L'addestramento iniziale di un'AI è come far leggere a uno studente un'intera biblioteca per imparare a parlare, poi però un maestro umano gli siede accanto per insegnargli le buone maniere, l'etica e come rispondere in modo utile.

Anche l'utente finale, poi, ha il suo ruolo: cambiando le istruzioni con cui chiede qualcosa («sii più estroverso», «sii più emotivo»), riesce a far variare il modello lungo vari livelli di ciascun tratto.

L'ardua sentenza

Ma alla fine quale scegliere? Dipende e poi dipende ancora. C’è ormai una quantità notevole di benchmark e studi comparativi che cercano di dire «quale modello è migliore per cosa», ma le risposte dipendono molto dal tipo di compito e dal metodo di valutazione.

Semplificando molto, review recenti dicono che ChatGPT è versatile per «rispondere a tutto» e brainstorming veloce, Claude ottimo per scrittura ed editing lunghi, analisi di documenti, Gemini importante nelle questioni che implicano approfondimenti con ricerca web e comodo se vuoi sfruttare l'integrazione con Google Docs, Drive, Gmail.

Ma alla fine conta come risponde a te sulle tue cose.

Il metodo pratico

Come trovare il modello giusto? Puoi usare il test di una settimana: scegli un compito e testa per una settimana due chatbot in parallelo. Quello vincente ha non solo le capacità ma anche la personalità adatta a te.

Ma al lavoro tutto cambia

Altro discorso è quando l'uso non è personale. Per le redazioni, per esempio, i criteri di scelta a livello internazionale finora sono stati molto diversi (in Italia per la maggior parte delle realtà siamo ancora alla fase di test). Le survey indicano GPT/ChatGPT e derivati come primo modello per diffusione, molti sperimentano Gemini, una minoranza più avanzata integra Claude.

Ma la tendenza per chi può permettersi di investire o avere specialisti interni è di dotarsi di soluzioni proprietarie che sotto il cofano hanno modelli più leggeri o open delle varie famiglie, compreso Llama di Meta. Il tema principale, in questo caso, oltre all'affidabilità è il controllo su copyright e privacy dei dati.

Alla fine, scegliere un modello AI è come scegliere un interlocutore: conta di chi è figlio, la sua personalità e soprattutto se ci si fida o meno.

***

Mi piacerebbe avere il tuo feedback su questo: quali strumenti AI usi e perché. Ci sarà molto utile.

Infine, sotto trovi gli articoli degli ultimi sette giorni, ti segnalo un avvenimento importante per l'editoria italiana: i 150 anni del Corriere della Sera e il racconto che ne ha fatto Claudio Plazzotta. Poi la strategia di Springer sul Telegraph spiegata da Marco Capisani e una nuova posizione nel settore dei media in Europa che si è guadagnata Mfe.

Alla prossima

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I chessi della settimana

Citynews, tagli e licenziamenti. Il comitato di redazione di Citynews e il sindacato dei giornalisti Figec-Cisal contestano i tagli al personale che l’azienda sta attuando in questi giorni compresi molti giornalisti del gruppo. Al momento sono circa 16 le interruzioni o le rimodulazioni di collaborazioni e 4 i licenziamenti di lavoratori dipendenti.

Audicom, Zanaboni verso la presidenza. È Raimondo Zanaboni, presidente della concessionaria Manzoni del gruppo Gedi, il nome scelto in rappresentanza di Fieg per la successione di Marco Travaglia (Upa) alla presidenza di Audicom. La nomina sarà formalizzata con l'assemblea dei soci del 14 aprile che rinnoverà il consiglio di amministrazione. Al lavoro anche per individuare il nuovo amministratore delegato.

Secolo XIX, bufera sul presidente della Liguria Bucci. L'ufficio stampa del presidente della Regione Liguria Marco Bucci avrebbe redatto documenti inviati all'editore del Secolo XIX per contestare la copertura giornalistica durante le comunali di Genova. Bucci smentisce ma l'Ordine dei giornalisti ligure ha aperto un'istruttoria; la FNSI parla di «ennesimo tentativo della politica di condizionare l'informazione». E si apre anche un fronte giudiziario.

Parlamento Ue: proteggere il diritto d’autore dall’AI. Il Parlamento europeo, con alcune raccomandazioni, chiede alla Commissione regole chiare sull'uso dei contenuti protetti da copyright nell'addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale e compensazione per autori ed editori. Fra i punti toccati: le testate giornalistiche dovranno essere compensate per l'uso dei loro contenuti e potranno rifiutarne l'utilizzo.

Meta acquisisce il social AI Moltbook. È il social network, lanciato a fine gennaio 2026, come esperimento per far interagire le intelligenze artificiali in autonomia, senza intervento umano.

WBD, il ceo vende azioni per 113 milioni di dollari. L'a.d. di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, ha venduto più di 113 milioni di dollari in azioni della società, mentre la vendita alla Paramount Skydance avanza verso il closing. La vendita rappresenta una quota minoritaria della partecipazione di Zaslav in Warner Bros: il ceo possiede infatti ancora più di 220 milioni di dollari in azioni ordinarie.

Lmdv firma con Riffeser per Quotidiano Nazionale-QN. Leonardo Maria Del Vecchio ha formalizzato il suo investimento per acquisire la maggioranza in Editoriale Nazionale, cui fanno capo le testate giornalistiche Quotidiano Nazionale QN, Resto del Carlino, Nazione e Giorno, finora editi da Andrea Riffeser Monti. L’imprenditore ha poi visitato e incontrato per la prima volta i giornalisti presenti nella sede bolognese di QN-Resto del Carlino. «Siamo qui per diventare i numeri uno», ha detto.

 

Il numero della settimana

1,66 milioni

I telespettatori medi di Otto e mezzo di La7, il terzo programma più visto in access prime time

 

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