Storie, retroscena e tendenze: dall’editoria agli influencer
Visualizza nel browser 05.03.2026
Italia Oggi

Chessidice nel mondo dei media

Storie, retroscena e tendenze: dall’editoria agli influencer
IO Weekly
 

Da Trieste a Salerno con un solo biglietto Espresso. Quel viaggio non esiste più

Andrea Secchi, Caposervizio

Andrea Secchi

Ciao, grazie di essere qui con noi per un nuovo numero di Chessidice nel mondo dei media!

Il tema di questa newsletter doveva essere differente, ma ieri è arrivata una delle notizie che nel settore si attendeva da qualche settimana: la vendita della Stampa al gruppo Sae. Un accordo preliminare, anche se è la mossa che dovrebbe servire a sbloccare la partita sul resto di Gedi (Repubblica e le radio), pronto a passare ai greci Kyriakou, come ben spiega in questo articolo Marco Capisani che ha seguito tutta la vicenda.

La vendita della Stampa rappresenta un momento importante: non esiste più l'impero dei giornali locali del gruppo Gedi.

In realtà non esisteva già dallo scorso dicembre. Primo perché con il passaggio di proprietà della Sentinella del Canavese erano uscite dal perimetro dell'editrice tutte le testate dell'originario gruppo Finegil. Secondo perché, in realtà, la Stampa, arrivata nel 2016/2017 con la fusione Itedi-Espresso (insieme con il Secolo XIX), aveva una vocazione di quotidiano nazionale, sebbene le vendite non avessero mai smentito il suo radicamento nel territorio.

Un viaggio in un'unica grande rete

Vale la pena ricordare cos'era quella rete di giornali locali. Immagina di prendere un treno negli anni pre-Gedi, prima del 2017, e di partire da Trieste con Il Piccolo appena comprato in edicola. Mezz'ora verso nordovest e sei già in Friuli col Messaggero Veneto, poi su fino a Trento e Bolzano con l'Alto Adige e Trentino, giù in pianura tra le Gazzette di Mantova, Modena e Reggio Emilia, e ancora verso il mare a Livorno con il Tirreno. Un traghetto per raggiungere la Sardegna e quindi il quotidiano di Sassari, la Nuova Sardegna. Infine, il ritorno nella Penisola, la discesa lungo il Tirreno fino a Salerno, capolinea. In mezzo, una decina di altre città e di altri giornali sparsi tra Veneto, Emilia, Abruzzo.

Migliaia di chilometri, 17 testate e una costante: un unico grande editore. Nel 2020 sono cominciate le dismissioni massicce, ma i primi pezzi erano già stati venduti dal 2015 in poi.

La nuova rotta frammentata

Oggi il percorso è molto diverso: nel Nord Est la targa sulle redazioni riporta la sigla Nem, una cordata messa insieme da Banca Finint e da industriali del territorio che ha comprato in blocco l’intero ramo triveneto di Gedi. Spostandosi verso Ovest si scopre che la Gazzetta di Mantova, il quotidiano più antico d'Italia ancora in pubblicazione, dal 2023 è della veneta Athesis.

Poi si trova il raggruppamento di Sae (Gazzette di Modena e Reggio Emilia, Tirreno, Nuova Sardegna tra gli altri) e, infine, gli editori più piccoli: quelli del Centro e de La Città.

Separazione vs aggregazione

Gedi e prima ancora Espresso-Finegil non sono stati gli unici editori di giornali locali in Italia, ma con la loro sparizione la geografia editoriale è cambiata: da una costellazione di 15‑18 quotidiani coordinati, con scambi di competenze e progetti comuni all'interno di un gruppo nazionale, si è passati a tre poli forti al Centro Nord ed editori più piccoli al Centro Sud.

Il segnale che ci giunge dal resto dei media va nel senso contrario: quello delle aggregazioni. Persino fra i giornali locali: Usa Today con la sua ultima acquisizione di qualche giorno fa è ormai arrivata a possedere oltre 200 testate. Mettere insieme testate minacciate dalla crisi della carta, dice, creando economie di scala, piattaforme digitali comuni e nuovi ricavi, serve a preservare occupazione giornalistica e copertura locale.

Quegli scrigni da preservare

Da un lato le pubblicazioni locali ex Gedi restano «scrigni pieni di tesori», come hanno scritto i giornalisti della Sentinella in risposta al benservito di Gedi, perché custodiscono la memoria minuta dei territori. Dall’altro non esiste più una rete nazionale che li tenga insieme come sistema. In ogni caso, non è detto che non bastino poli pluri-regionali per preservare questo patrimonio. E l'augurio, alla fine, è questo.

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Havas Media Network Italy, esce il ceo Spadini. Stefano Spadini esce da Havas Media Network Italy. Lo ha fatto sapere l’azienda, spiegando che Raphael de Andreis, ceo di Havas France & Havas Italy e chairman di Havas Creative Germany, Portugal & Spain, supervisionerà le operazioni quotidiane e lavorerà insieme al leadership team di HMN per garantire una transizione fluida.

Pinterest, Elliott investe 1 miliardo. Elliott investment management investirà 1 miliardo di dollari in Pinterest. Lo ha reso noto la stessa piattaforma di social media spiegando che i proventi le permetteranno di finanziare il riacquisto accelerato di fino a 1 miliardo di dollari di azioni proprie.

Alfonso Signorini lascia la direzione editoriale di Chi. «Comincio una nuova vita»: così Alfonso Signorini annuncia le dimissioni in un messaggio pubblicato sul sito del settimanale. Il giornalista spiega che «lo scorso ottobre ho concordato con l'azienda che, a breve, avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. E questo è il momento di farlo». Riguardo alle vicende degli ultimi mesi, legate alle dichiarazioni di Fabrizio Corona, Signorini sottolinea che «quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni».

Il Fatto riduce le pagine. Meno pagine per l'edizione cartacea del Fatto Quotidiano, che passeranno a 16 nei giorni feriali e a 20 nel fine settimana. Lo ha annunciato sabato scorso il direttore Marco Travaglio in un editoriale, spiegando che il numero degli articoli resterà più o meno lo stesso ma saranno più brevi, mentre non saranno più su carta ma solo sul sito programmi tv, moda, motori e alcune recensioni. Travaglio ha spiegato che la scelta dipende sua dalla riduzione dei tempi di lettura sia dall’aumento dei costi di produzione. L'obiettivo è raggiungere 100 mila abbonamenti digitali per garantire stabilità economica.

Internet, pubblicità a +2% a gennaio. Secondo l’Osservatorio Fcp-Assointernet, gennaio 2026 registra buoni riscontri da gran parte dei comparti merceologici tra cui alimentari, automotive, farmaceutici ed edilizia.

Cambio ai vertici di Radio Kiss Kiss. L'assemblea dei soci di CN Media, editrice dell'emittente, ha rinnovato il consiglio di amministrazione. È stato nominato un nuovo presidente, Gennaro Fusco, e conferito il ruolo di a.d. a Fabio Roselli Tubelli. Lucia Niespolo non sarà quindi più presidente ed editore. Alla base della decisione nessun cambiamento societario, dal momento che la proprietà di CN Media resta sempre ai fratelli Niespolo, ma divergenze dei soci sulla linea da seguire. Sarà quindi Antonio Niespolo, spiega una nota, «a rappresentare un punto di riferimento strategico per l’evoluzione e il rafforzamento del progetto editoriale dell’emittente».

Washington Post, nel 2025 persi oltre 100 milioni di dollari. Nel corso del 2025 il giornale ha perso oltre 100 milioni di dollari dopo i circa 100 milioni persi nel 2024 e i 77 milioni nel 2023. Un trend che ha contribuito alla decisione di inizio mese di licenziare il 30% circa dello staff.

 

Il numero della settimana

50 milioni di dollari

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