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Ciao, grazie di essere qui con noi per questo nuovo numero di Chessidice nel mondo dei media!
Quando quattro anni fa su ItaliaOggi titolavamo «YouTube è entrato nel televisore», citando i dati italiani di Comscore, non avevamo ancora visto niente di quello che sarebbe successo.
Perché ora è chiara una cosa: YouTube non si aggiunge ai canali tv o agli altri streamer. È un player che sta reinventando l'intrattenimento, come ha detto il suo ceo Neal Mohan illustrando i piani per il 2026.
Mohan ha citato il Super Bowl, gli Oscar (esclusiva dal 2029), il late night: tutti eventi profondamente televisivi, eppure il messaggio è che su YouTube stanno diventando qualcosa di diverso. Anche quando prende pezzi della tv, YouTube li reinterpreta a suo modo.
- Conclusione 1: YouTube sta trasformando l'intrattenimento, anche i grandi eventi tv
Per fare tutto questo poggia sulla sua crescente e attraente base di creator che sta potenziando in una maniera straordinaria con l'intelligenza artificiale: dall'ispirazione alla post-produzione, al doppiaggio automatico in tutte le lingue. Poi l’algoritmo di raccomandazione fa il resto. L'altissima tecnologia a cui ha accesso YouTube e le risorse finanziarie si riversano sui creator che in questo modo alimentano la loro economia e quella della piattaforma.
- Conclusione 2: YouTube ha una base di creator incredibile, ora le sta dando superpoteri
Nielsen The Gauge - Tempo di visione su tv negli Usa a dicembre 2025
Sappiamo già da Nielsen che negli Stati Uniti YouTube è il primo servizio streaming per ore di visione sui televisori con il 12,7% di tempo speso a dicembre (broadcaster al 21,4%, Netflix al 9%).
In Uk c'è un testa a testa con la Bbc: YouTube ha superato il servizio pubblico britannico in termini di utenti che hanno visto almeno 3 minuti di video, anche se sui televisori il sorpasso è di là da venire, ma seguirà la strada Usa.
Per l'Italia non ci sono dati ufficiali sulle tv connesse. Le rilevazioni Audicom sistema Audiweb (non pubblici) parlano di 37,3 milioni di utenti unici a novembre 2025 su sito e app, l'86% della popolazione online. E sono solo i dati dei maggiorenni e sulle pagine, non sui video.
- Conclusione 3: YouTube è pervasivo, non solo su mobile e pc
E arriviamo alle strategie. Secondo SocialBlade e VidIQ, la Rai è al 15/18 posto fra i canali YouTube italiani (6,5 milioni di iscritti e 6,5 miliardi di views). Mediaset non c'è: la scelta è stata tempo fa di tenere tutto sulla propria piattaforma e questo ha pagato in termini di utenti e visione di video (ma non molti possono permettersi questa scelta). Peso molto più basso per tutti gli altri.
Significativo l'accordo che Bbc ha raggiunto con YouTube pochi giorni fa: produrrà programmi originali concepiti per il formato e il linguaggio del portale di Google (senza tralasciare gli Shorts). Intende utilizzare YouTube come porta d'accesso per attirare ai propri servizi ufficiali i nativi digitali, cercando al contempo di diversificare i ricavi con la pubblicità raccolta qui.
- Conclusione finale: YouTube è troppo grande e ha troppi vantaggi strutturali per essere ignorato
Per la maggior parte delle società media (broadcaster, siti di news, streamer), insomma, sempre più si tratterà di integrarsi in YouTube come parte di una strategia più ampia o il rischio è diventare irrilevanti per le audience più giovani.
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Prima di lasciarti due consigli di lettura: su un tema che ha a che fare con YouTube ti segnalo gli articoli di Claudio Plazzotta su come Corona ha scardinato il mondo dei videopodcast in termini di visualizzazioni (e non solo con Signorini). Poi un tema a me particolarmente caro: le edicole. Marco Capisani ha approfondito uno studio in cui si indicano anche possibili soluzioni contro la loro scomparsa. I link qua sotto.
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Alla prossima
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